Case Vacanza a Cefalù - Sicily
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Dove siamo

Cefalù ,(Cifalù in siciliano), è un comune di 13.777 abitanti in provincia di Palermo; è situato sulla costa siciliana settentrionale, a circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. È uno dei maggiori centri balneari di tutta la provincia; nonostante le sue dimensioni, ogni anno attrae milioni di turisti provenienti da ogni parte della Sicilia e anche, in genere, da tutta l'Italia.
Nel periodo estivo la popolazione arriva anche a duplicarsi, rendendo affollate le principali piazze e le strade più importanti del paese. La cittadina, che fa parte del Parco delle Madonie è inclusa nel club de I borghi più belli d'Italia, ossia un'esclusiva associazione di piccoli centri italiani che si distinguono tra l'altro per grande interesse artistico, culturale e storico, per l'armonia del tessuto urbano, vivibilità e servizi ai cittadini.
Numerosi sono i monumenti di rilievo in questa città, la pregevole Cattedrale eretta nel 1131, il cui interno è ricco di opere d'arte, tra cui i preziosi mosaici, il Palazzo Piraino di epoca cinquecentesca, la chiesa S. Maria della Catena ornata da un grazioso portico, la chiesa del Purgatorio e il Monte Pietà risalenti al periodo barocco.
Da ammirare anche il Santuario preistorico detto Tempio di Diana risalente al V secolo a.C., sito in una balza che sovrasta il centro e nei pressi il Santuario di Gibilmanna costruito nel XVI secolo che è meta di pellegrinaggi da tutta la Sicilia Oltre alla possibilità di godere dello splendido mare di Cefalù, nella città è molto sentito il folklore e le tradizioni. Tipica è l'ottava del Corpus Domini, che si tiene a giugno, con una sfilata di carri allegorici per le vie del paese, preceduti da un tamburo rullante.
E' inutile dire che le spiagge di Cefalù sono assolutamente bellissime e molto particolari, come la Caldura, una spiaggetta raggiungibile a piedi seguendo un piccolo sentiero a 20 minuti a piedi dal centro storico della città.
Caldura è una spiaggia di ciottoli ed è circondata da alti scogli, dai quali è possibile fare splendidi tuffi.

Tradizioni

Festeggiamenti del SS. Salvatore

Dal 2 al 6 agosto si svolge la festa del SS. Salvatore, titolare della basilica cattedrale e patrono della città. Nonostante sia L'Immacolata la patrona di Cefalù, il SS. Salvatore è stato sempre festeggiato come patrono di Cefalù.
 

'Ntinna a mari

Il pomeriggio dell’ultima giornata dei festeggiamenti del SS. Salvatore, si svolge una gara chiamata 'Ntinna a mari. La gara vede giovani ed anziani pescatori protesi alla conquista di una bandierina colorata attaccata alla punta di un lunghissimo tronco, reso scivoloso da grassi animali, che viene sistemato orizzontalmente al mare e saldamente fissato alla banchina.
 

Cucina

La gastronomia e i piatti tipici di Cefalù sono strettamente legati alla tradizione sicula, nella loro bontà e varietà. Da assaggiare sono: le gustose "Arancine con la carne" (polpette a base di riso, polpa di carne di maiale e di vitello, uova e piselli fritte in padella) e "La Frittedda" (un piatto a base di verdure saltate in padella - carciofi, fave, piselli – con olio e aceto).
Veramente particolare e gustoso è "Lo Sfincione" (pasta di pane farcita con salame piccante, caciocavallo e cipolla) e assolutamente da assaggiare le "Sarde Beccafico" (squisito piatto a base di sarde cucinate con il pangrattato, l’uvetta, i pinoli e il prezzemolo).
Inoltre, ci sono dolci tipici come "La Cassata siciliana" e "I cannoli siciliani" (entrambi a base di ricotta e canditi), gli Amaretti (dolci a base di mandorle amare, uova e zucchero) e il Torrone (a base di mandorle miele e uova). Il fiore all'occhiello della gastronomia siciliana è senza dubbio il pesce fresco.La pesca locale è la caratteristica di Cefalù.
Deliziosi sono anche i gelati e le granite a base di caffè e ai gusti della frutta e, altrettanto piacevoli al palato, sono i vini del luogo che conservano i profumi antichi della tradizione siciliana.
 

Monumenti

La cattedrale di Cefalù

Secondo la leggenda, il duomo ("basilicacattedrale") di Cefalù sarebbe sorto in seguito al voto fatto al Santissimo Salvatore da Ruggero II, scampato ad una tempesta e approdato sulle spiagge della cittadina. La vera motivazione sembra piuttosto di natura politico-militare, dato il suo carattere di fortezza.
Le vicende costruttive furono complesse, con notevoli variazioni rispetto al progetto iniziale, e l’edificio non fu mai completato definitivamente. La posa della prima pietra avvenne il giorno di Pentecoste nel 1131 alla presenza di Ugone arcivescovo di Messina a cui la ricostituita Diocesi di Cefalù era suffraganea e nel 1145 furono realizzati, da manodopera bizantina, i mosaici nell'abside e sistemati i sarcofagiporfiretici che Ruggero II aveva destinato alla sepoltura sua e della moglie, poi trafugati da Federico II "approfittando dell'assenza temporanea dell'allora vescovo di Cefalù Jocelmo" e portati a Palermo dove ancora oggi si trovano.
Le spoglie di Ruggero II avrebbero dovuto riposare nella navata trasversale della basilica, lo testimoniano le figure in rilievo rappresentanti il leone: simbolo di regalità; la tartaruga: simbolo di eternità; il Profeta Elia trasportato in cielo dai capelli dell'angelo; Edipo cieco simboleggiante gli enigmi della vita. Annesso al duomo è un elegante chiostro con colonne binate sormontate da capitelli figurati, fra i più notevoli esempi di scultura medievale in Sicilia.
 

Lavatoio medioevale

In via Vittorio Emanuele si trova il lavatoio pubblico conosciuto come "Lavatoio medioevale", presso il tardo-rinascimentale palazzo Martino. Nel 1514 fu demolito e ricostruito in posizione più arretrata rispetto alle mura cittadine e il fiume che scorreva a cielo aperto venne coperto nel XVII secolo. Nell’estate del 1991 sono stati ultimati i lavori di restauro.
Il lavatoio si presenta con una scalinata in pietra lavica che conduce ad una pavimentazione levigata dal tempo e ad una serie di vasche che si colmano con le acque che scorrono da ventidue bocche di ghisa (di cui quindici teste leonine) disposte lungo le pareti sovrastate da basse volte. Attraverso un piccolo antro, l’acqua raggiunge il mare. Nelle vasche sono evidenti gli appoggi che servivano per strofinare i panni.
 

Teatro comunale

Sito in via Spinuzza, di proprietà dei baroni di Bordonaro, ha avuto una storia travagliata: chiuso e riaperto parecchie volte, fu addirittura adibito a lazzaretto in occasione di un’epidemia di peste. Dagli anni '20 fu utilizzato anche come cinema. Fu abbandonato negli anni '80 e passò in proprietà del Comune che ne ha iniziato i restauri.
La sala ha tre ordini di palchi. Conserva una decorazione pittorica del 1885 di Rosario Spagnolo (tela del soffitto, fondali e sipario).
 

Galleria Fotografica

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